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Cos’è il rosso: presentazione a Pistoia il 15 febbraio

L’Accademia Pistoiese del Ceppo e le Edizioni della Meridiana presentano:

Cos’è il rosso
di Bernardo Pacini
con una prefazione di Gianfranco Lauretano,

Edizioni della Meridiana, 2013

(Premio Antica Badia di San Savino, Premio Beppe Manfredi Opera Prima)

Sabato 15 febbraio alle ore 18.00, presso la libreria Lo Spazio di via dell’ospizio (via dell’Ospizio 26/28, Pistoia), Paolo Fabrizio Iacuzzi presenterà l’opera del giovane autore. Seguiranno gli interventi critici di Giacomo Trinci e Andrea Ulivi.

«Ecco,nel mondo, letteralmente sulla strada, c’è una lotta di domande, di rovesciamenti di fronte; c’è qualcosa di irriducibile che attenta in continuazione alla nostra borghese e un po’ vecchia tranquillità, «a un’ora in cui nessuna apocalisse/ vorrebbe capitare/ senza chiedere il placet».

Gianfranco Lauretano

«Potrebbe assomigliare il libro di Bernardo Pacini a un viaggio dentro l’ Ade. A una odissea di Nessuno, da cui la dedica a inizio libro. Dove l’ io usa il rosso come se versasse del sangue per far accorrere delle voci bruscamente sterzate per evitare
di metterle sotto, come si farebbe con un pedone».

Paolo Fabrizio Iacuzzi

«Cos’è il rosso di Bernardo Pacini […] è un esordio folgorante, rosso intenso, con i suoi versi essenziali, diretti, che parlano di ketchup e di tabacco, di precisi luoghi geografici e di pensiero, di musica e di cinema. Con il giusto condimento dell’ironia».

Giorgio Bàrberi Squarotti

«Un discorso solido, asciutto, tendenzialmente antilirico, che va nella direzione di una illuminazione, ma obliqua, toscana in un certo senso – che arriva di lato alla folgorazione, e in qualche modo la rovescia, in un’intuizione che viene presa alla sprovvista, caduta in trappola. La scrittura c’è, agisce, tocca, scruta, gratta, canticchia, sussurra, ridacchia, strilla. Ci si volta. Ed è questa l’anima, lo squarcio che attraversa Cos’è il rosso».

Fabrizio Sinisi

 


COS’È IL ROSSO di Bernardo Pacini: una poesia

“Ecco, nel mondo, letteralmente sulla strada, c’è una lotta di domande, di rovesciamenti di fronte; c’è qualcosa di irriducibile che attenta in continuazione alla nostra borghese e un po’ vecchia tranquillità, «a un’ora in cui nessuna apocalisse/ vorrebbe capitare/ senza chiedere il placet». In questo Pacini è davvero giovane: dove scorge questa mossa inarrestabile, questa drammatica sorpresa? Dappertutto e soprattutto nelle piccole cose,il più possibile feriali e comuni: un bar, un merlo, il tabacco, un venditore ambulante… la grande rete della poesia non si lascia sfuggire nulla, c’è sempre la possibilità che accada una scoperta” (dall’introduzione di Gianfranco Lauretano).

Il dentro delle case di campagna
è il seme che si spia
dal buco nella mela
fatto col cavatappi

Il dentro delle case di mare
è abitato solo
da crocifissi estivi
i costati di plastica
trafitti dalle zanzare

Il dentro delle case di montagna
è ispido buiore
sgualcito da lucciole chiuse
in un vasetto di miele

Il dentro delle case
è il tuorlo d’uovo
del cui esserci
per fantasmagoria
per familiarità
per fame
siamo certi all’ora di cena

Non esiste cosa o animale
che più del dentro delle case
meriti la sua custode

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COS’È IL ROSSO di Bernardo Pacini

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LA CROCE È UNA VIA di Daniele Mencarelli

LA CROCE È UNA VIA di Daniele Mencarelli è uscito da poco; un libro di poesia religiosa con testi per una via crucis, in questo cammino di avvicinamento alla Pasqua, alla resurrezione di una parola che si è fatta carne, terra, sangue. Ma non solo. «Parole vive per un Dio in carne viva […] umano e vivo, che ha come meta la speranza, tenendo come orizzonte “il regno dove nulla soffre/ e a morire è solo la morte”.» (H. Mujica)
Scriveva Andrej Tarkovskij nei suoi Diari: «Il sacrifio: l’unica modalità di esistenza della personalità». Il sacrificio, la croce, è la via, la croce è una via, «lo sa il poeta. La via che nemmeno Dio ha evitato per dare molto frutto» (D. Rondoni).
Il libro è arricchito dalla traduzione in spagnolo di Zingonia Zingone, come un abbraccio alla multiforme parola umana, ed è corredato dalle postfazioni di Davide Rondoni e Hugo Mujica.

Al vento di questo mondo bambino
si culla il tuo verde ventaglio,
l’accesa fioritura di colori
brilla nella chioma rigogliosa
al sole di un tempo sterminato,
ora la tua resina è miele.

Tu albero della mia terra
da albero a croce da croce a nido
casa d’animali e figli arrampicati
di vita eterna nella gioia
e giochi di fratelli senza paura,
ecco la terra che ti promisi
il regno dove nulla soffre
e a morire è solo la morte.

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