Firenze

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INCANTATI DALLA COMMEDIA

Incantati dalla Commedia di Franco Palmieri

è disponibile in libreria distribuito da http://www.itacalibri.it

Un’ottima occasione per letture e presentazioni estive.


INCANTATI DALLA COMMEDIA di Franco Palmieri

“Dante chiede a ogni lettore non di capire, ma di conoscere. Ci invita a prendere il largo con il suo legno che cantando varca, a gettare l’ancora e a ormeggiare in ogni porto dell’oceano umano” (Franco Palmieri).

 

 

Un libro su Dante. Ma non solo. Un libro per Dante.

Un libro che parte dalla singolare esperienza che ha riunito nelle piazze italiane migliaia di persone a leggere la Commedia, incantate dai versi del Sommo Poeta.

Un libro che invita alla lettura di Dante. Un libro che propone e racconta un’esperienza umana tutta da scoprire.

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LINA SALVI, Dialogando con C.S.

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COS’È IL ROSSO di Bernardo Pacini: una poesia

“Ecco, nel mondo, letteralmente sulla strada, c’è una lotta di domande, di rovesciamenti di fronte; c’è qualcosa di irriducibile che attenta in continuazione alla nostra borghese e un po’ vecchia tranquillità, «a un’ora in cui nessuna apocalisse/ vorrebbe capitare/ senza chiedere il placet». In questo Pacini è davvero giovane: dove scorge questa mossa inarrestabile, questa drammatica sorpresa? Dappertutto e soprattutto nelle piccole cose,il più possibile feriali e comuni: un bar, un merlo, il tabacco, un venditore ambulante… la grande rete della poesia non si lascia sfuggire nulla, c’è sempre la possibilità che accada una scoperta” (dall’introduzione di Gianfranco Lauretano).

Il dentro delle case di campagna
è il seme che si spia
dal buco nella mela
fatto col cavatappi

Il dentro delle case di mare
è abitato solo
da crocifissi estivi
i costati di plastica
trafitti dalle zanzare

Il dentro delle case di montagna
è ispido buiore
sgualcito da lucciole chiuse
in un vasetto di miele

Il dentro delle case
è il tuorlo d’uovo
del cui esserci
per fantasmagoria
per familiarità
per fame
siamo certi all’ora di cena

Non esiste cosa o animale
che più del dentro delle case
meriti la sua custode

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COS’È IL ROSSO di Bernardo Pacini

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LA CROCE È UNA VIA di Daniele Mencarelli

LA CROCE È UNA VIA di Daniele Mencarelli è uscito da poco; un libro di poesia religiosa con testi per una via crucis, in questo cammino di avvicinamento alla Pasqua, alla resurrezione di una parola che si è fatta carne, terra, sangue. Ma non solo. «Parole vive per un Dio in carne viva […] umano e vivo, che ha come meta la speranza, tenendo come orizzonte “il regno dove nulla soffre/ e a morire è solo la morte”.» (H. Mujica)
Scriveva Andrej Tarkovskij nei suoi Diari: «Il sacrifio: l’unica modalità di esistenza della personalità». Il sacrificio, la croce, è la via, la croce è una via, «lo sa il poeta. La via che nemmeno Dio ha evitato per dare molto frutto» (D. Rondoni).
Il libro è arricchito dalla traduzione in spagnolo di Zingonia Zingone, come un abbraccio alla multiforme parola umana, ed è corredato dalle postfazioni di Davide Rondoni e Hugo Mujica.

Al vento di questo mondo bambino
si culla il tuo verde ventaglio,
l’accesa fioritura di colori
brilla nella chioma rigogliosa
al sole di un tempo sterminato,
ora la tua resina è miele.

Tu albero della mia terra
da albero a croce da croce a nido
casa d’animali e figli arrampicati
di vita eterna nella gioia
e giochi di fratelli senza paura,
ecco la terra che ti promisi
il regno dove nulla soffre
e a morire è solo la morte.

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Recensione a “Il bosco di Palermo” su “La Repubblica”

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USCITA DOMENICA 24 FEBBRAIO NELL’EDIZIONE SICILIANA

«La Repubblica», Palermo, domenica 24 febbraio 2013

Botanica. L’Australia a Piazza Marina di Mario Pintagro

Il bosco di Palermo di Tiziano Fratus, Edizioni della Meridiana, Firenze, 128 pp, € 12.00

L’Australia che non t’aspetti, il continente nuovissimo e remotissimo, è dietro la porta di casa, imboccando uno dei vicoli che portano a piazza Marina, svoltando a destra da via Mariano Stabile, facendo una capatina a villa Malfitano, all’Orto Botanico e alla Palazzina Cinese. L’Australia ha le forme di un colosso della natura, così grande che la più grande rollina metrica della ferramenta non ce la fa a misurarla. È un albero che stupisce chi non è siciliano, troppo abituato ormai ad averlo sotto gli occhi. Ci voleva infatti un bergamasco per mostrare la bellezza dei tanti Ficus macrophylla sparsi per la città. Tiziano Fratus, autonominatosi uomo-radice, ha più confidenze con il cielo mutevole delle Alpi che con quello terso del Mediterraneo. Eppure proprio lui ha messo in fila una collezione fotografica dei tanti ficus palermitani, censendoli, misurandoli, fotografandoli, offrendoli in mostra ai cittadini all’Orto botanico, e adesso in un libro agevole e tascabile, Il bosco di Palermo.

Il libro, con i contributi del direttore dell’Orto botanico, Francesco Maria Raimondo, e del docente di coltivazioni arboree, Giuseppe Barbera, traccia diversi itinerari nella città, a caccia degli esemplari più vistosi, ma anche di quelli meno conosciuti. Fratus si è abbandonato alle emozioni all’Orto botanico: «Indimenticabile la partenza degli uccelli alle prime luci dell’alba dal grande ficus – dice – Un battito di ali sincrono di migliaia d’uccelli che volano verso il mare. Non ho mai capito dove vadano».