Firenze

COS’È IL ROSSO di Bernardo Pacini: una poesia

“Ecco, nel mondo, letteralmente sulla strada, c’è una lotta di domande, di rovesciamenti di fronte; c’è qualcosa di irriducibile che attenta in continuazione alla nostra borghese e un po’ vecchia tranquillità, «a un’ora in cui nessuna apocalisse/ vorrebbe capitare/ senza chiedere il placet». In questo Pacini è davvero giovane: dove scorge questa mossa inarrestabile, questa drammatica sorpresa? Dappertutto e soprattutto nelle piccole cose,il più possibile feriali e comuni: un bar, un merlo, il tabacco, un venditore ambulante… la grande rete della poesia non si lascia sfuggire nulla, c’è sempre la possibilità che accada una scoperta” (dall’introduzione di Gianfranco Lauretano).

Il dentro delle case di campagna
è il seme che si spia
dal buco nella mela
fatto col cavatappi

Il dentro delle case di mare
è abitato solo
da crocifissi estivi
i costati di plastica
trafitti dalle zanzare

Il dentro delle case di montagna
è ispido buiore
sgualcito da lucciole chiuse
in un vasetto di miele

Il dentro delle case
è il tuorlo d’uovo
del cui esserci
per fantasmagoria
per familiarità
per fame
siamo certi all’ora di cena

Non esiste cosa o animale
che più del dentro delle case
meriti la sua custode

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